Turismo Dentale e Crisi Economica

Turismo Dentale: la crisi economica e le cure odontoiatriche low cost

on novembre 26 | in estetica dentale | by | with No Comments

Come influisce la crisi con la salute della propria bocca ? La risposta è “molto”!

Infatti  è cambiato l’approccio degli italiani alla cura della propria salute orale.

I dati dell’ANDI, Associazione Nazionale Dentisti Italiani, mettono in evidenza che alla fine  del 2013 il 47% degli italiani non è entrato  nello studio di un dentista da più di un anno e il 32% ha dichiarato che non ci sarebbe più entrato.

Turismo Dentale e Crisi Economica

Un problema di costi o di cattiva percezione del concetto salute?

La salute non è in svendita

L’associazione (Andi), che raggruppa circa 25000 dentisti italiani, si pone  a tutela della qualità delle cure, soprattutto  in tempo di crisi e promuove una campagna per la difesa della salute contro l’abusivismo in odontoiatria, fenomeno che porta il nostro paese a tristi primati.

Per ribadire che quasi mai “spendere meno è meglio”, la conferenza stampa centrale del  convegno ANDI del 15-16 novembre a Roma, usa la frase  “spendere bene investendo in salute”.

Risparmiare sulla propria salute può essere molto  pericoloso.

La salute infatti non è un bene di consumo di cui si può fare a meno come un telefonino nuovo, un vestito, una vacanza.. è invece il  bene primario per eccellenza per  ogni persona.

In poche parole ,deve essere data un’importanza  maggiore al costo della cura rispetto al beneficio . Il tentativo di paragonare la prestazione professionale medica /odontoiatrica ad un bene di consumo che si può vendere è ingannevole e frutto di ignoranza: il medico odontoiatra non vende niente, ma mette in atto una prestazione intellettuale frutto della sua competenza e preparazione.

Per meglio capire, un ortopedico non vende protesi d’anca quando le inserisce chirurgicamente o un cardiochirurgo non vende valvole cardiache ai propri pazienti.

Se la cura è troppo costosa?

Il  Medico/odontoiatra con il quale si è creato un rapporto di fiducia è l’unica figura professionale che può indirizzare il paziente, che non ha le possibilità di sostenere i costi delle cure, sull’opportunità di optare per  alternative più economiche, dilazionare il costo o differire le cure meno urgenti  in modo tale da andare il più possibile incontro ad ogni esigenza, ma sempre nell’esclusivo interesse del paziente e nel rigoroso rispetto dei protocolli, linee guida scientifiche più aggiornate e delle leggi.

Il fai da te, in questi casi è deleterio!

Se la situazione economica del paziente è veramente critica sarà sempre il professionista di fiducia o il medico di base che cercherà un’alternativa che potrà essere l’invio in alcune strutture pubbliche per alcune  cure più urgenti con l’esborso del solo ticket.

Se anche il ticket non è sostenibile economicamente si ricorda che ci sono centri onlus odontoiatrici in Italia nei quali i volontari odontoiatri  prestano la loro opera gratuita caritatevole. Inoltre i servizi sociali dei comuni, nei limiti delle loro possibilità aiutano le persone veramente bisognose.

Da cosa è generato il costo delle cure odontoiatriche?

Dalla  professionalità, capacità ed esperienza del medico /odontoiatra a cui il paziente di conseguenza ripone la massima fiducia, dal costo vivo dei materiali, dalle costose sofisticate attrezzature che devono essere di eccellente qualità e sicurezza  certificata, dai costi fissi della gestione di uno studio che rispetta tutti i criteri e norme Italiane ed Europee di igiene e sicurezza, dalla indispensabile professionalità e formazione continua del personale paramedico ed infermieristico di segreteria e da tutti gli altri costosi oneri.

A volte, il paziente  percepisce negativamente la disparità delle parcelle dei dentisti italiani rispetto alle cure fornite all’Est Europa o nelle varie “catene di dentisti low cost“ o “discount odontoiatrici“, ma non sa che le tariffe medie italiane dei professionisti odontoiatri sono in linea con quelle degli altri paesi Europei e Nord Americani, con i quali normalmente ci rapportiamo nel  campo della sanità, ricerca scientifica e PIL (prodotto interno lordo).

I “discount” della salute orale e il  turismo dentale

Con il calare dei consumi e la falsa sensazione diffusa che spendere meno sia meglio e non influisca negativamente sulla propria salute, sono sorti ovunque centri in cui si offrono servizi odontoiatrici a basso prezzo che hanno come logica l’economia di scala utilizzata dalle aziende commerciali, supermercati ecc… applicata nel campo della salute delle persone dove il contenimento del tempo per eseguire le prestazioni sanitarie e l’aumento del numero degli accessi alle strutture ha un’ importante valore economico nella formulazione dei costi per l’utente.

Però in medicina ed odontoiatria i tempi tecnici per l’esecuzione degli interventi, i tempi di guarigione dei tessuti, il rapporto rischio-beneficio favorevole per il paziente, l’atteggiamento conservativo  imposto dall’etica e dalle linee guida internazionali, quasi mai  si sposa con la pura logica commerciale.

Per quanto riguarda il “turismo dentale“, ogni anno molti italiani partono per i viaggi della speranza verso l’est Europa con il miraggio di curarsi bene a prezzi stracciati e in brevissimo tempo e magari di sabato e domenica alloggio compreso a dispetto, in molti casi, dei  protocolli scientifici internazionali che prescrivono  tempi lunghi e più  sedute di durata maggiore.

Secondo quanto riferisce ANDI in un’indagine di mercato (Mannheimer) il  risultato è che solo il 4% dei pazienti totali si è rivolta all’estero (est Europa ecc) e  il 50% di questi ha dichiarato che non è soddisfatto delle cure odontoiatriche low cost e quindi non vi ritornerà mai più.

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